Vista la rapida evoluzione del mondo del lavoro, la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale ritiene che sia necessario adeguare la legge sul lavoro alle nuove condizioni in particolare, il telelavoro. Il progetto della Commissione prevede una certa liberalizzazione della legge sul lavoro per quanto riguarda il telelavoro, che sarà disciplinato sulla base di una convenzione tra lavoratori o la loro rappresentanza e datori di lavoro. Ad esempio,il periodo di tempo massimo entro il quale è possibile lavorare sarà aumentato da 14 a 17 ore e saranno consentiti incarichi di lavoro occasionali la domenica su iniziativa del lavoratore.
La durata minima del riposo, invece, sarà ridotta da 11 a 9 ore. Per tenere conto di questa nuova realtà, la maggioranza della CET-N vorrebbe integrare nella legge sul lavoro alcune norme relative al telelavoro. Il progetto preliminare presentato intende in particolare consentire agli impiegati prevalentemente liberi di stabilire i propri orari di lavoro una maggiore flessibilità nell’organizzazione dell’orario di lavoro. Il nuovo disciplinamento rappresenta quindi un diritto per gli impiegati di organizzare più liberamente il proprio tempo. Lo scopo del progetto non è di permettere che gli impiegati possano essere chiamati a svolgere incarichi di lavoro supplementari o a prolungare il loro orario di lavoro. Il riposo giornaliero e il divieto di lavoro notturno e domenicale sono norme fondamentali per tutelare la salute degli impiegati.
In linea di principio, durante questi periodi i lavoratori non dovrebbero lavorare, ma potersi riposare ed essere liberi da qualsiasi obbligo nei confronti del datore di lavoro. Le disposizioni si applicano esclusivamente agli adulti, ovvero ai lavoratori maggiori di 18 anni che dispongono di un’ampia autonomia nel loro lavoro, vale a dire che stabiliscono in larga misura da soli le modalità di svolgimento e di organizzazione del lavoro. In genere, dispongono di una tale autonomia organizzativa i quadri superiori e i lavoratori cui sono affidati incarichi particolari, come i capiprogetto. I minorenni sono maggiormente tutelati e sono esclusi da queste disposizioni. Inoltre, si tratta di lavoratori che sono prevalentemente liberi di stabilire i propri orari di lavoro.
Queste disposizioni riguardano quindi soltanto coloro che dispongono di un certo grado di autonomia per quanto riguarda l’organizzazione del tempo di lavoro, come pure i lavoratori cui si applica la registrazione semplificata della durata del lavoro (cfr. art. 73b OLL 1).
Diritto all’irreperibilità L’idea che i dipendenti debbano essere disponibili quasi in qualsiasi momento per comunicazioni via mail o telefoniche è potenzialmente pericolosa per la loro salute.
Il diritto all’irreperibilità mira a scongiurare questo rischio: si stabilisce che i lavoratori non devono essere reperibili durante il riposo giornaliero e la domenica.
Durante queste fasce orarie è ammesso lavorare soltanto su iniziativa del lavoratore, per un periodo di tempo limitato e in via eccezionale.
Convenzione Oltre a garantire i requisiti ergonomici degli impiegati che operano in telelavoro,
il datore di lavoro deve provvedere affinché il lavoro durante i periodi di riposo e la domenica non superi i limiti previsti dalla presente legge.