Il 2 marzo 2026 il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno firmato a Bruxelles il pacchetto di accordi tra la Svizzera e l’Unione Europea, concludendo un iter cominciato nel 2024.
Il Protocollo, denominato dal Consiglio federale “Bilaterali III”, prevede, da un lato, l’aggiornamento degli accordi già esistenti nei settori del commercio di prodotti alimentari, del trasporto terrestre e aereo e del riconoscimento reciproco delle valutazioni di conformità (Mutual Recognition Agreement, MRA); dall’altro, vengono istituiti nuovi accordi in settori cruciali, come quello della sicurezza alimentare, della sanità e dell’energia elettrica, anche attraverso l’intento di rafforzare i dialoghi tra l’Unione europea e la Svizzera.
Concentrando l’attenzione sul tema della sicurezza alimentare, i Bilaterali III costituiscono l’opportunità di creare uno Spazio comune di sicurezza, che possa offrire notevoli vantaggi non solo in termini economici per tutta la filiera agroalimentare svizzera, ma anche per la protezione dei consumatori e per la salute di animali e vegetali. Il contesto commerciale in cui si instaurano gli accordi è senza dubbio già significativo; per citare qualche dato fornito dalla stessa Confederazione svizzera:
“l’UE è il principale partner commerciale della Svizzera. Gli scambi commerciali di prodotti agricoli e derrate alimentari tra la Svizzera e l’UE ammonta ogni anno a oltre 16 miliardi di franchi. Il 50 % delle esportazioni in questo settore è destinato all’UE, il 74 % delle importazioni proviene dall’UE”.
I vantaggi di uno Spazio comune di sicurezza alimentare tra Svizzera e UE
Come anticipato, il Protocollo mira ad impattare su tutta la filiera agroalimentare, dalla sicurezza delle derrate alimentari al commercio, dalla protezione dei consumatori al divieto di inganno:
- Accesso facilitato al mercato: gli ostacoli al commercio non tariffari (ovvero restrizioni commerciali diverse dai dazi) vengono ulteriormente smantellati, semplificando l’esportazione nell’UE dei prodotti svizzeri e ampliando la scelta dei consumatori di entrambe le parti contraenti l’Accordo.
- Protezione dei consumatori: la Svizzera avrà accesso alle reti e ai gruppi di lavoro pertinenti dell’UE, tra cui l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), alle valutazioni dei rischi dell’UE e ai sistemi di allerta dell’UE. In più, la Svizzera sarà integrata nel sistema di autorizzazione dei prodotti fitosanitari dell’UE. È stato inoltre ottenuto che per i prodotti alimentari commercializzati in Svizzera rimanga l’obbligo di indicare il Paese di produzione. La lotta comune contro la contraffazione e le frodi offre all’industria alimentare svizzera una maggiore protezione, rafforzando così la protezione dei consumatori.
- Salute degli animali: vengono rafforzati gli sforzi e la collaborazione tra la Svizzera e l’UE nella lotta contro la diffusione di malattie infettive (“epizoozia”) potenzialmente trasmissibili all’essere umano e nella lotta contro le resistenze agli antibiotici
Un punto di rilievo che si evince dai Bilaterali è lo spazio di autonomia che la Svizzera conserva: resta infatti indipendente dalle regole UE per quanto riguarda la definizione della politica agricola; la Svizzera può, ad esempio, continuare a decidere in modo indipendente in merito alle proprie leggi sull’agricoltura e alle sovvenzioni agli agricoltori; la protezione doganale svizzera (dazi doganali e contingenti) per i prodotti agricoli sarà mantenuta; le norme svizzere sugli OGM per gli alimenti per animali, il settore delle sementi e le derrate alimentari rimangono invariate; gli standard svizzeri più elevati in materia di protezione degli animali rimangono in vigore. Anche il divieto nazionale di transito degli animali sulle strade svizzere è stato garantito in modo permanente come eccezione.
Le conseguenze dei Bilaterali per aziende e consumatori
Quali sono i reali impatti dei nuovi accordi sulle aziende alimentari e sui consumatori?
Per le aziende, si sottolinea che già prima dei Bilaterali III la quasi totalità delle legislazioni svizzere e UE erano sovrapponibili e corrispondenti. Al contrario, analizzando il Protocollo dal punto di vista dei consumatori, l’istituzione di uno Spazio comune di sicurezza alimentare permetterà notevoli benefici: per fare alcuni esempi, la Svizzera avrà pieno accesso al sistema di allerta rapida dell’UE e ai dati, in modo da essere informata in tempo reale di eventuali rischi, come la presenza sul mercato di prodotti non sicuri, e poter reagire rapidamente. Sarà così rafforzata la protezione della salute lungo tutta la filiera agroalimentare.
Ulteriori considerazioni
Un punto di rilievo riguarda il tema di possibili controlli delle aziende svizzere da parte di funzionari dell’UE: senza colpi di scena, il Protocollo non li prevede; come avviene ora, i controlli saranno condotti dalle autorità cantonali di esecuzione. Nonostante questo, si aggiunge che già ora la Commissione europea effettua audit nel campo di applicazione dell’Accordo agricolo in vigore per verificare che in Svizzera, così come in altri Paesi terzi, il sistema di controllo della sicurezza alimentare venga attuato correttamente.
Non vengono invece toccati dal testo degli accordi i piccoli fornitori, quali bancarelle, eventi di associazioni o negozi in fattorie. Allo stesso modo e, quindi, senza modifiche rispetto alla legislazione svizzera precedente, non vengono allentati gli standard (molto severi) in materia di protezione degli animali.
Un ultimo aspetto che vale la pena sottolineare riguarda le derrate alimentari geneticamente modificate (OGM): l’accordo prevede infatti, come i precedenti, che l’omologazione di queste ultime nell’UE non comporti l’automatica approvazione anche per il territorio svizzero; dovranno essere invece sottoposte alla stessa procedura prevista oggi.