Lo spettacolo degli atleti alle Olimpiadi invernali 2026 Milano-Cortina si è appena concluso, dopo averci regalato performance spettacolari e discese ad alta velocità.
Dietro alle incredibili prestazioni degli atleti, esiste un complesso sistema di norme tecniche sulla sicurezza e sull’organizzazione degli eventi, che rendono possibile lo svolgimento sereno delle gare e allontanano gli elevati rischi che queste discipline comportano attraverso un alto livello di prevenzione.
La sicurezza negli eventi sportivi: un quadro giuridico preciso
La sicurezza negli impianti sportivi e negli eventi con grande afflusso di pubblico non è lasciata alla sola organizzazione privata. È invece disciplinata da un insieme articolato di norme.
Tra le principali fonti giuridiche:
- D. Lgs. 81/2008 – tutela della salute e sicurezza dei lavoratori (applicabile a operatori, tecnici, addetti agli impianti, manutentori);
- D.M. 18 marzo 1996 e successive modifiche – norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi;
- D.M. 19 agosto 1996 e regole tecniche antincendio per locali di pubblico spettacolo;
- Direttiva Ministero dell’Interno 18 luglio 2018 (c.d. direttiva “safety e security”) sulla gestione delle manifestazioni pubbliche;
- normativa CONI e federazioni sportive internazionali (FIS per sci e salto con gli sci), con standard tecnici obbligatori per l’omologazione delle piste.
Queste norme stabiliscono obblighi su:
- progettazione delle infrastrutture sportive;
- gestione delle emergenze;
- prevenzione incendi e affollamento;
- sicurezza degli operatori e degli atleti;
- piani di evacuazione e soccorso sanitario.
Nel contesto olimpico, tali obblighi sono applicati con standard ancora più elevati e coordinati con autorità pubbliche (Prefetture, Vigili del Fuoco, Protezione civile).
L’ingegneria dietro alla sicurezza delle piste olimpiche
Partendo da un esempio sulle più iconiche strutture dei Giochi invernali, le piste vengono realizzate, progettate secondo le più moderne tecnologie e i più stringenti criteri di prevenzione del rischio, assoggettate a continui controlli.
Le norme tecniche internazionali della Federazione Internazionale Sci (FIS), integrate con le disposizioni italiane sugli impianti sportivi, richiedono che ogni pista sia progettata e mantenuta per ridurre al minimo i pericoli per atleti e operatori.
La responsabilità giuridica riguardo alla gestione della pista è attribuita all’organizzatore dell’evento e al gestore dell’impianto: entrambi i soggetti sono chiamati a garantire adeguate condizioni di sicurezza secondo le fonti normative precedentemente richiamate.
Le piste olimpiche sono preparate con tecniche avanzate:
a) Raffreddamento e riscaldamento mirato
La neve viene raffreddata con acqua nebulizzata o sistemi refrigeranti per ottenere superfici uniformi e prevedibili.
In alcuni casi, come per il salto con gli sci o, più in generali, per gli atterraggi, il fondo può essere ammorbidito per ridurre le criticità dell’impatto per gli atleti.
Queste attività rientrano tra le operazioni di manutenzione di impianti sportivi e devono essere svolte nel rispetto delle norme sulla sicurezza dei lavoratori e sull’uso delle attrezzature (Titolo III D.Lgs. 81/2008).
b) Modellazione dei salti
Viene perseguita la più alta precisione, secondo tecniche puramente ingegneristiche: test e studi delle inclinazioni e degli strati di ghiaccio e neve pressata che compongono in manto nevoso vengono condotti anche nel rispetto delle norme tecniche FIS e dei regolamenti del CONI, che impongono verifiche costanti e stringenti per l’omologazione e l’utilizzo delle piste.
L’obiettivo è garantire traiettorie prevedibili e ridurre il rischio di incidenti gravi.
“DPI” per gli atleti
La normativa sportiva internazionale non impone obblighi per la sicurezza solamente riguardanti le piste e le strutture dedicate alle diverse discipline; al contrario, si prevede l’utilizzo obbligatorio di numerosi dispositivi di protezione:
- caschi omologati;
- paraschiena;
- protezioni articolari;
- sensori di monitoraggio.
Pur non trattandosi di veri e propri DPI in senso “classico”, questi dispositivi sono ad essi assimilabili.
L’obbligo di utilizzo e di conformità tecnica rientra nelle regole federali e nei protocolli di sicurezza dell’evento.
Formazione e addestramento
Dopo una panoramica sulle strutture e sui dispositivi della sicurezza, analizziamo ora un altro aspetto fondamentale: i programmi di formazione ed addestramento obbligatori per atleti e operatori, anch’essi pensati ai fini della prevenzione
Questi riguardano:
- conoscenza della pista;
- gestione del rischio;
- reazione alle emergenze.
La sicurezza degli spettatori
È evidente che un approfondito ragionamento sulla sicurezza dei Giochi deve ricomprendere anche questo fattore.
La normativa sugli eventi sportivi e di pubblico spettacolo impone:
- controllo dell’affollamento;
- vie di fuga adeguate;
- piani di evacuazione;
- gestione dei flussi.
Il D.M. 18 marzo 1996 sugli impianti sportivi e la normativa antincendio stabiliscono requisiti tecnici precisi per garantire la sicurezza degli spettatori.
La sicurezza alle Olimpiadi e nelle aziende
Il mondo dello sport e quello del lavoro sono per molti versi lontani.
Dal punto di vista della sicurezza e della gestione del rischio, le Olimpiadi possono essere un utile esempio sulla gestione dei rischi a un livello avanzatissimo, dal punto di vista tecnologico, organizzativo ed ingegneristico.
Infatti, i principi che vengono applicati sulle piste sono validi sempre, in qualunque contesto lavorativo:
- analisi preventiva dei rischi;
- controllo dell’ambiente;
- formazione degli operatori;
- utilizzo di DPI;
- pianificazione delle emergenze.
Sono i principi cardine del D.Lgs. 81/2008: prevenzione, protezione e organizzazione.