Un caso reale: fuga di monossido di carbonio in un locale commerciale

Svolgo molte consulenze nel campo della sicurezza sul lavoro per conto di aziende operanti nel commercio al dettaglio. Recentemente ci siamo trovati ad affrontare una situazione di emergenza non comune.

In un negozio si è avuta una fuga di monossido di carbonio (CO) che ha causato lievi malori a parte del personale e l’ospedalizzazione per precauzione di un dipendente.

Al di là delle conseguenze, fortunatamente non particolarmente gravi, l’aspetto più critico, su cui si concentra questo articolo, è rappresentato dalla difficoltà del personale nel riconoscere tempestivamente l’esistenza di un rischio reale per la salute e nell’attivare adeguatamente le misure di emergenza.

 

Che cosa è successo

Diciamo innanzitutto che l’analisi effettuata ha stabilito che la causa è stata il malfunzionamento di un componente del sistema di ventilazione (bobina) che ha creato problemi alla ventilazione.

Per capire il fenomeno è utile distinguere la causa primaria (combustione) e la causa dell’accumulo (ventilazione difettosa).

Il monossido di carbonio si forma quando una combustione è incompleta, cioè quando un combustibile contenente carbonio brucia con insufficiente ossigeno.

Le fonti tipiche sono le caldaie od i bruciatori a gas, i generatori di calore, i sistemi di riscaldamento a gasolio o gas, ecc.

In condizioni normali i gas combusti vengono evacuati tramite camini o sistemi di ventilazione se però questi non funzionano correttamente può verificarsi una combustione incompleta e quindi un aumento di produzione di CO.

Questo accade quando, ad esempio le prese d’aria o condotti sono ostruiti, i ventilatori di mandata non funzionano, le serrande sono chiuse, la portata d’aria insufficiente.

Anche se la combustione è normale, se l’estrazione dei fumi non funziona, il CO può accumularsi.

Il guasto della bobina del motore del ventilatore ha comportato l’arresto del ventilatore di estrazione mentre i bruciatori continuavano a funzionare; di conseguenza i gas di combustione non sono stati evacuati e il monossido di carbonio si è accumulato nel locale creando un rischio di intossicazione dei lavoratori.

Come evitare situazioni pericolose?

In un negozio o un locale aperto al pubblico, una fuga o un accumulo di monossido di carbonio (CO) è particolarmente insidioso perché il gas è incolore, inodore e non irritante.

Le persone, quindi, non percepiscono immediatamente il pericolo e i sintomi iniziali possono essere confusi con stanchezza o malessere generale; il ritardo nel dare l’allarme è molto comune perché il CO non ha odore, i sintomi sono aspecifici, il cervello diventa progressivamente ipossico, le persone sottovalutano il malessere.

Nel caso specifico le persone hanno continuato a lavorare per un tempo imprecisato ma sicuramente maggiore di 30 minuti prima di capire il problema.

Per questo motivo è essenziale formare il personale a riconoscere i segnali precoci. Agire in tempo può fare la differenza!

A cosa fare attenzione?

  • Una ventilazione o aspirazione che non funziona correttamente;
  • Un odore anomalo dei gas di combustione;
  • Un annerimento vicino allo scarico;
  • Una fiamma instabile nel bruciatore.

I sintomi più comuni di un’esposizione al monossido di carbonio sono i seguenti:

  • mal di testa (spesso descritto come pressione alla testa)
  • stanchezza improvvisa o insolita ;
  • vertigini o sensazione di testa leggera;
  • difficoltà di concentrazione ;
  • nausea leggera ;
  • sensazione di aria “pesante.

Se l’esposizione continua ci possono essere anche episodi di nausea intensa e vomito, confusione mentale e difficoltà a parlare, problemi di coordinazione, vista offuscata o anche tachicardia.

A questo punto la persona può non rendersi più conto del pericolo.

Con concentrazioni più elevate si può arrivare allo svenimento, convulsioni e addirittura al coma. Questa fase può sopraggiungere senza segni di allarme evidenti.

Misure di prevenzione

  • Rilevatori di CO certificati dotati di dispositivo di allerta
  • Manutenzione annuale degli impianti di combustione
  • Controllo periodico del coretto funzionamento di ventilatori e motori elettrici
  • Sistemi di sicurezza che spengono il bruciatore se manca ventilazione
  • Monitoraggio continuo nei locali tecnici
  • Procedura di evacuazione
  • Formazione del personale

Per quanto riguarda quest’ultima, è importante insegnare a riconoscere alcuni indicatori:

  • Più persone (dipendenti e/o clienti) con mal di testa contemporaneamente
  • Sensazione di aria stagnante
  • Ventilazione insufficiente o ventilatori fermi

Istruzioni

Se succedono almeno due di queste situazioni, bisogna evacuare immediatamente la zona:

  • più persone hanno mal di testa
  • qualcuno ha vertigini o nausea
  • qualcuno si sente confuso o molto stanco
  • i sintomi migliorano uscendo fuori
  • scatta un allarme CO

Procedura suggerita

  1. Avvisare immediatamente il responsabile del negozio.
  2. Aprire le porte se possibile.
  3. Far uscire clienti e personale all’esterno.
  4. Non cercare la causa da soli.
  5. Chiamare i servizi di emergenza.
  6. Non rientrare finché l’edificio non è dichiarato sicuro.

Il personale del tuo locale saprebbe riconoscere i segnali di una possibile presenza di CO?

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